Oggi le aule del nostro istituto hanno abbattuto le barriere della distanza, trasportando studenti e docenti in uno dei luoghi più remoti e affascinanti del pianeta: la Stazione Concordia, nel cuore del plateau antartico. Grazie all’iniziativa promossa dal Dipartimento di Scienze, alcune classi hanno partecipato a una videoconferenza in diretta con il team di ricercatori che attualmente vive e lavora tra i ghiacci
A guidare questa spedizione d’eccezione è Gabriele Carugati, che coordina un gruppo eterogeneo composto da 12 professionisti. Questa missione è un esempio perfetto di sinergia internazionale: la squadra è formata da 6 membri francesi, 5 italiani e una ricercatrice dell’Agenzia Spaziale. Tra i membri italiani anche la giovane astrofisica Erika Rea che insieme a Gabriele Carugati ci ha guidati in questa esperienza.
La presenza di un esperto dell’Agenzia Spaziale non è casuale: la base Concordia, con le sue condizioni di isolamento e freddo estremo, rappresenta uno degli “analoghi” terrestri migliori per studiare come il corpo e la mente umana potrebbero reagire durante future missioni su Marte.
Il tour virtuale, condotto direttamente da Carugati e dai suoi colleghi, ci ha permesso di sbirciare nei laboratori dove si studia il passato del nostro clima attraverso le carote di ghiaccio e nei telescopi che scrutano il cielo più limpido della Terra.
Durante il Q&A, i ragazzi hanno interrogato il team su temi cruciali:
- Cooperazione internazionale: come gestire la convivenza in un gruppo ristretto a migliaia di chilometri da casa?
- Vita estrema: la quotidianità a -80°C e le sfide psicologiche dell’isolamento.
- Ricerca applicata: il legame tra la scienza antartica e le sfide dell’esplorazione spaziale.
Questo evento è molto più di una lezione extra: è un invito a guardare oltre i libri. Vedere un team internazionale lavorare in armonia per un obiettivo comune è la lezione più potente che potessimo offrire ai nostri ragazzi. Esperienza positiva che cercheremo di ripetere in futuro.

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